LA GARA DI CANOTTAGGIO
Una società italiana ed una cinese decisero di sfidarsi
ogni quattro anni in una gara di canottaggio, con equipaggio di
otto uomini. Gli italiani erano convinti di vincere facilmente,
perchè i cinesi sono di costituzione gracile e poco forzuti.
Entrambe le squadre si allenarono con impegno e, quando arrivò
il giorno della gara, ciascuna squadra era al meglio della forma.
I cinesi vinsero con una vantaggio di oltre un chilometro.
Dopo la sconfitta il morale della squadra italiana era a terra.
La società decise che si sarebbe dovuto vincere la volta
successiva e incaricò i top manager di analizzare il problema.
I top manager costituirono una apposita commissione di inchiesta,
con un membro in rappresentanza di ciascun comparto aziendale,
nominato con votazione interna, indetta da un dirigente appositamente
assunto tramite concorso. La commissione, dopo dodici mesi di
indagini e numerose trasferte all'estero per motivi di studio,
grazie anche alla acquisizione di costose consulenze esterne,
scoprì che i cinesi avevano sette uomini ai remi ed uno
che comandava, mentre la squadra italiana aveva un uomo che remava
e sette che comandavano.
In questa situazione di crisi i dirigenti, dando chiara prova
di capacità gestionale, costituirono nuovi gruppi di lavoro
per mettere a punto le modifiche alla struttura, ai compiti ed
alle responsabilità della squadra italiana.
Dopo due anni di lavoro i gruppi poterono confermare l'intuizione
dei vertici: nella squadra c'erano troppe persone a comandare
e poche a remare.
Fu deciso, allora, di modificare la struttura agonistica: ci sarebbero
stati non più sette comandanti, bensì quattro. Poi
due coordinatori dei comandanti ed un supervisore dei coordinatori.
Ed un rematore.
Si fissarono rigide regole di allenamento per il rematore e fu
introdotto un nuovo sistema di indicatori e di punteggi per motivarlo.
"Dobbiamo migliorare le sue capacità atletiche, ma
specialmente dargli più responsabilità e controllarlo
di più", fu la strategia annunciata alla stampa internazionale.
I top manager dei gruppi di lavoro ricevettero subito una gratifica
monetaria ed una promozione per l'egregio lavoro svolto ed ebbero
inizio gli allenamenti per la nuova sfida. Che i cinesi vinsero
di nuovo. Con due chilometri di vantaggio.
La società punì in modo esemplare il rematore a
causa degli scarsi risultati ottenuti sul lavoro e pagò
un bonus ai quattro comandanti, ai due coordinatori dei comandanti
ed al supervisore dei coordinatori dei comandanti, come ricompensa
per il grande impegno che la squadra, nel suo complesso, aveva
comunque dimostrato al mondo.
I gruppi di studio si rimisero al lavoro e produssero ben tre
volumi con nuove analisi e strategie.
Fu dimostrato che la tattica era giusta, che anche la motivazione
era buona, ma che era difficile trovare buoni rematori a causa
del decadimento morale della società, che esalta i valori
materiali a scapito di quelli ideologici. Inoltre fu appaltata
la progettazione e la realizzazione di una nuova imbarcazione,
ad una società estera.
Al momento si stà risolvendo un difficile contenzioso su
questo appalto. I lavori sono fermi in attesa delle perizie che
il Tribunale dovrà ordinare, non appena sarà stato
nominato il presidente del collegio.