Sveglia alle 7,00. Ma chi me lo fa fare. Ritorno a letto.
Risveglia alle 7,30. Mi aspettano. Devo andare.
Discesa in garage e gelida vestizione. Il vecchietto della scala B mi guarda male dal balcone.
Mi sono scordato le ginocchiere, mi tolgo i calzoni.
Mi sono scordato la pettorina, mi tolgo la giacca.
Mi sono scordato il collare, mi tolgo il casco.
Non parte, pedalo.
E’ partita, ma non ho pulito gli occhiali. La spengo.
Benzina, pressIone gomme, caffè con gli amici.
Torno a casa che ho dimenticato il camel bag.
Siamo pronti ? No. Qualcuno manca sempre.
Arriva. Aspettiamo che finiscano le sigarette e si parte.
Si, ma dove andiamo ? Lì no, cinghialari. Lì no fungaroli. Là no escursione CAI. Là no, raduno mountain bike.
Prima caduta. Tiriamolo su.
Primo ostacolo. Tiriamoli su.
Guado troppo profondo. Mi tirano su.
Ci siamo persi. Torniamo indietro.
Ci siamo talmente persi che non torniamo manco indietro.
Tutto bene, tranne qualche sassata in faccia, due spine sul naso, un moscone in bocca e una capocciata sul ramo.
Sono stanco morto, puzzo come una capra, sogno la doccia ma lavo la moto.
Sono stanco morto, sporco come un ippopotamo, sogno la doccia ma asciugo la moto.
Sono sempre sfinito e zozzo, ma gli dò il WD40, il grasso alla catena e perfino il K2.
Arrivo a casa prima dell’una, orario regolamentare, ma mia moglie comunque sgrida.
Mi dolgono tutti i muscoli per la fatica e parecchie ossa per le botte. Ma sono felice